Il gioco delle coppie – Pjanić cerca partner

Dopo la scarsa profondità della passata stagione, il centrocampo della Juventus ha ritrovato una competitività interna piacevole e stimolante in primis per gli stessi concorrenti. Ad oggi, in prima linea nelle gerarchie di Allegri sembrano esserci ancora Pjanic e Khedira, forti delle prestazioni in grande sintonia e di grande sacrificio che hanno portato a Cardiff. Ma il mister toscano ha palesato di avere un debole, per ragioni differenti, anche per i nuovi arrivati Matuidi e Bentancur. A questo quadro va ad aggiungersi l’ingombrante presenza del senatore Marchisio, di ritorno dalle noie fisiche.

Come sgrovigliare questo gomitolo? Visto che ad oggi la strada che porta al centrocampo a 3 sembra ben lontana dall’essere percorribile, proviamo dunque a fotografare tutte le configurazioni di coppia possibili per i 5 sopra menzionati (Sì, povero Sturaro, ci rivedremo quando servirà una mezz’ala), immaginando come unico titolare inamovibile il bosniaco. Dite la vostra nei commenti!

PJANIC + KHEDIRA


I due sembrano oggi essere il rifugio sicuro di Allegri, a causa della grande intesa nei movimenti alternati lungo – corto richiesti nel doble pivote. Quando uno dei due mediani si abbassa verso i difensori (o all’altezza degli stessi) per partecipare alla costruzione della manovra, l’altro dovrà necessariamente disporsi più o meno in verticale rispetto al compagno, scaglionando così la linea su un ulteriore livello e fornendo una linea di passaggio presumibilmente alle spalle della pressione avversaria, in modo da evitare buchi tra i reparti. Khedira è un grande interprete di questo tipo di situazioni: è prevalentemente Pjanic ad andare a raccogliere il pallone dai centrali nella stragrande maggioranza delle occasioni, mentre Sami si tuffa negli spazi frontali.

PRO: La grandissima qualità di esecuzione di Pjanic, ormai facente parte dell’elite del ruolo, aiuta visibilmente l’uscita del pallone dalla difesa e permette di trovare con grande pulizia i compagni sia sul lungo che sul corto per poter alzare il baricentro. Khedira in posizione più avanzata può dare miglior sfoggio delle sue doti di inserimento ed i suoi movimenti diventano di difficile lettura per gli avversari. Inoltre, quando è Pjanic ad accompagnare l’azione offensiva, il tedesco non sbaglia mai il posizionamento a protezione.

CONTRO: Idealmente, Pjanic potrebbe trovare ulteriore risalto se ancor più libero di ricevere anche in zona trequarti, rinforzando oltretutto il polo di centrosinistra (posizione che viene normalmente impegnata da Khedira) e distribuendo quindi in maniera più omogena la capacità della Juve di consolidare il possesso, fin troppo marcatamente spostata a destra, e rendendo la squadra ancor più equilibrata. Inoltre, l’impressione è che il tedesco faccia una gran fatica a recuperare sistematicamente dal lavoro offensivo che gli viene richiesto quando non è al 100% della condizione (circostanza ad oggi purtroppo rara), oltre al fatto che il suo contributo difensivo pare essere tutto sommato limitato, soprattutto quando si tratta di accorciare verso il portatore avversario o ripiegare velocemente.

PJANIC + MATUIDI


“Blaise ha una qualità fantastica secondo me, sta zitto, corre e rincorre. Avere giocatori così in squadra è una fortuna, anche perché aiuta a raggiungere gli obiettivi”.

Allegri ha più volte ribadito di apprezzare la verticalità e la dinamicità del francese, giocatore dall’esperienza consolidata e dall’attitudine gregaria che viene assimilato alla perfezione all’interno di uno spogliatoio variegato ma tradizionalista come quello juventino. Lo stipendio percepito e l’investimento che la società ha destinato al suo acquisto, oltre al curriculum internazionale, lo fanno ragionevolmente intendere come un titolare a tutti gli effetti.

PRO: L’agilità di Blaise in fase di non possesso si sposa perfettamente con l’intenzione più volte palesata in questa stagione di voler alzare i ritmi e l’altezza media del pressing a palla persa, soprattutto sulle prime costruzioni avversarie. E’ frequente vedere il francese pressare all’altezza delle due punte, se non addirittura per primo. Pjanic in tutto questo occupa una posizione abbastanza simile a quella prevista quando il compagno di reparto è Khedira, sempre sul centro destra e sempre più coinvolto nella costruzione bassa che nello sviluppo dell’azione, per lui cambia poco. Però l’atteggiamento complessivo della squadra ne guadagna in aggressività e rapidità.

CONTRO: oltre al suddetto status quo per Pjanic, va sottolineato che avere un centrocampista talmente aggressivo e verticale in un 4231 può risultare in un rischio. Facendosi spesso attrarre dal pallone, e venendo spesso coinvolto nella prima linea di pressing, il pericolo è che si vengano a creare buchi tra le linee se il resto della squadra non accompagna la pressione verso l’alto coi tempi giusti. Anche in questa configurazione, Pjanic rimane prevalentemente sul centrodestra. Pur risultando prezioso nel fraseggio con Dybala e Cuadrado e per la risalita dal terzino destro, in questo caso la Juve mantiene la sua prevedibilità nel consolidamento del possesso su un lato. E Blaise Matuidi, col pallone tra i piedi, non è propriamente a suo agio se il ritmo si alza.

PJANIC + BENTANCUR


“Abbiamo anche Bentancur che può essere la sorpresa del campionato”

Parole al miele di Allegri anche per il giovane uruguayano, arrivato alla Juventus con uno status tutto da conquistare sulla base della carta d’identità e del sempre difficile periodo di adattamento successivo all’approdo europeo per i meridionali d’America. Periodo che tutto sommato sembra non esserci mai stato, dato che il buon Rodrigo ha subito impressionato per carisma e autorevolezza fin dalla prima, ultra-probante presenza al Camp Nou, dove oltre che ritrovarsi contro Iniesta e Dembelè, ha giostrato un una posizione da adattato  a metà tra la mezz’ala e l’esterno destro, disimpegnandosi bene.

Nelle apparizioni successive, Bentancur ha impresso negli occhi dei tifosi quelle che sono le sue caratteristiche principali: grande abilità e pulizia nel recupero palla, dinamismo di pensiero con e senza palla, tempi di gioco da giocatore consumato. Un mediano difensivo dalla grande pulizia e dalla sensibilità giusta per potersi affermare nel calcio europeo, dunque. Un profilo che può verosimilmente ambire ad essere il prossimo Busquets o Matic, sgrezzandosi ulteriormente.

PRO: Le succitate caratteristiche difensive di Bentancur possono finalmente consentire a Pjanic di avere un partner che, oltre ad essere tranquillamente impiegabile da centrale di destra senza farlo rimpiangere nella circolazione della catena di competenza, può consentirgli di essere liberato alla ricezione avanzata. Le doti di Pjanic in rifinitura e finalizzazione potrebbero dunque trovare nuovo sfoggio, oltre al vantaggio di avere un più che degno sostituto con cui alternarsi nelle Salide in fase di costruzione.

CONTRO: Dopo un’iniziale periodo di onnipotenza, le performance di Bentancur sembrano essersi affievolite. Non tutti i tackle riescono, non tutte le verticalizzazioni vanno a buon punto. Allegri insiste che per fare lo step definitivo, il centrocampista uruguayano debba trovare con maggior convinzione la giocata verticale decisiva. Né Pjanic né Bentancur hanno una aggressività frontale intensa come quella di Matuidi, dunque bisognerebbe lavorare sulle sincronie di reparto e di squadra per ottimizzare le fasi di pressing. Più che una incompatibilità di coppia, si tratta dunque di attendere il fisiologico ultimo turning point nello sviluppo di quello che, ad oggi, sembra potenzialmente il partner più interessante per Pjanic.

PJANIC + MARCHISIO


Per il povero Claudio siamo sempre costretti a fare una premessa: se non avesse passato i guai fisici dell’ultimo anno e mezzo, non si sarebbe mai potuto immaginare un centrocampo che lo veda escluso dal primo minuto. Dopo essersi definitivamente lanciato nell’olimpo della mediana da mezz’ala dinamica, tecnica, letale ed associativa, il principino si è affermato con ordine, pulizia ed efficacia difensiva anche da vertice basso, risultando almeno tra i top 10 interpreti in europa. Probabilmente non ha trovato la continuità sperata da titolare nella coppia più a causa dei postumi dell’infortunio (non solo fisici, anche psicologici) che ad un’effettiva incompatibilità tecnico-tattica con Pjanic, anche se Allegri lo ha utilizzato molto spesso come sostituto dello stesso in quanto (soprattutto l’anno scorso senza Bentancur) unico capace a fornire egual efficacia nella distribuzione conseguente alla ricezione in costruzione bassa. Immaginiamo dunque una coppia formata dai due, considerando (e auspicando) un Marchisio totalmente recuperato.

PRO: Il miglior Marchisio è il centrocampista più completo della rosa, capace forse di meno “picchi” alla Pjanic, ma garanzia di rendimento sotto ogni aspetto con e senza palla. Il suo dinamismo e la rapidità di pensiero ed esecuzione, oltre alla concreta affidabilità in protezione e contrasto, lo renderebbero perfettamente compatibile col numero 5, e i due formerebbero una coppia di difficile lettura per ogni avversario, potendosi alternare quasi indistintamente nel corto-lungo. Ovviamente è plausibile immaginare un Pjanic molto più avanzato (ed impiegato sul centro sinistra).

CONTRO: Non ci sono controindicazioni evidenti, ipotizzando il miglior Marchisio, a parte forse (come nel caso di Bentancur), una poca aggressività nella coppia -più avvezza al recupero posizionale- che dovrebbe far riconfigurare lo stile di pressione ad Allegri. Ad oggi appare purtroppo uno scenario tanto suggestivo quanto improbabile, ma del resto se Claudio fosse stato al meglio questa breve e giocosa analisi non avrebbe mai avuto modo di esistere.