Federico Mattiello: chi è e chi potrà essere. Il futuro è già in ritiro

La Juve ha ricominciato e, sebbene al ritrovo manchino tanti big, non mancano gli spunti di discussione. Ad esempio, quello legato ai giovani; sono tanti quelli aggregati alla prima squadra per questa tournée. Tra essi spuntano diversi Primavera (due su tutti Lirola e Macek), ma soprattutto Federico Mattiello.

L’esterno classe 1995 è uno dei prodotti del settore giovanile più interessanti degli ultimi anni e la sua presenza in questo inizio di stagione è una nota positiva. Ovviamente, il ragazzo deve ancora riprendersi dagli infortuni che ne hanno bloccato la crescita, quindi si allenerà a parte, ma Allegri e il suo staff avranno il tempo di valutarne qualità tecniche e tempra morale. Fattore non trascurabile.

Mattiello ha già esordito con la maglia della Juve, il nove novembre 2014 contro il Parma giocando 9 minuti, per poi bissare l’ingresso in campo contro la Lazio, stavolta per 17 minuti. Entrambe prove convincenti, soprattutto contro i biancocelesti, dove, oltre a ottime qualità, ha mostrato una personalità indispensabile per emergere nel mondo dei grandi.

Le prestazioni hanno convinto tutti che servisse più continuità, perché, come si dice in gergo, il ragazzo c’era, e così è arrivato il prestito al Chievo. Tre presenze, tanti complimenti, articoli di lode e poi il terribile crack, in quello sfortunato scontro con Nainggolan. Tibia e perone out e 172 giorni di stop. Il ragazzo, però, resiste, si rimette in piedi e torna in campo. Ma la sfortuna non ha finito con lui: frattura della tibia e un’altra stagione da spettatore.

I presupposti per un triste epilogo c’erano tutti, ma Mattiello non si è arreso (di nuovo) e ci riprova. Riparte dalla Juve e la sua grinta e voglia di rivalsa possono fare la differenza. Si allenerà, recupererà sotto l’occhio vigile della Juve e poi gennaio, probabilmente, partirà in prestito per giocare con continuità, con il biglietto di ritorno già in pugno. Un Mattiello all’altezza di quello che aveva mostrato nelle prime uscite, infatti, potrebbe raccogliere il testimone di Evra e diventare la riserva di Alex Sandro. Un fuoriclasse e un giovane di bellissime speranze; all’estero si usa.

Ma prima di pensare al futuro, concentriamoci sul presente, con un occhio al passato. Che giocatore è Mattiello? Nasce esterno di centrocampo (in Primavera ha giocato praticamente ovunque), ma ad alti livelli si è affermato come esterno difensivo; sia a destra che a sinistra. Ambidestro, ha qualità fisiche importanti e anche tecnicamente ha mostrato di poter dire la sua. Non un dribblomane, ma uno bravo a crearsi lo spazio per il cross, fondamentale in cui, tra l’altro, è decisamente più capace rispetto alla media. Buon senso dell’anticipo, ma, nonostante l’altezza, ha mostrato – almeno limitatamente alla Serie A – qualche difficoltà nel gioco aereo.

Tatticamente, Mattiello ha qualche difetto da limare, eredità dei tanti cambiamenti di ruolo in Primavera, ma ha l’applicazione e lo spirito di sacrificio necessari per crescere. Le prime apparizioni nella massima serie hanno mostrato un giocatore ulteriormente più disciplinato e concentrato di quanto già non fosse tra i coetanei e questo è un elemento di importanza capitale al momento di stilare un progetto di crescita.

E la domanda principale è: il progetto di crescita c’è? La risposta è un po’ più articolata di un semplice sì o no. Come detto, la Juve lo monitora e lo tiene in serissima considerazione. Il modo in cui recupererà dall’infortunio sarà fondamentale per capire il futuro; le premesse perché sia roseo ci sono tutte.