In difesa di Allegri

Allegri è bravo come un ‘santone’ olandese degli anni andati o è un bravo mescolatore di ingredienti al pari di un Trapattoni?
Il mister della Juventus si alterna tra questi estremi, nella critica ma anche nella discussione dei tifosi. Non si crede che la ‘Acciughina’ livornese sia portatrice di filosofie, teorie, metodi.
Con lui molti giocatori hanno fatto passi avanti, ma non si può dire. Il quadro deve esser sempre quello del gestore di campioni, del selezionatore al massimo e giammai dell’allenatore a tutto tondo.
Scoperto da Cellino, fatto diventar grande da Galliani è al comando della corazzata bianconera solo perché Antonio Conte ha deciso di andarsene. E’ questo il refrain.
Malgrado interviste e fotografie. Buoni vestiti e vittorie a ripetizione. “Manca l’affermazione internazionale…“. Come se l’Italia degli ultimi anni avesse sfornato eccellenze e non onesti pedalatori, vogatori sfortunati.
Allegri continua a qualificare le sue squadre nel turno decisivo della Coppa che conta. Allegri però non sembra avere i gradi del vate, dell’iniziatore.
Basterebbe guardare la partita in casa del Napoli, invece, per rendere merito all’allenatore juventino. La tecnica del maestro Maurizio Sarri è stato imbrigliata, confinata, dentro spazi di campo che erano decisi dai bianconeri in occasionale maglia gialla.
Bisognerebbe guardarli con attenzione certi incontri. Come arbitri di boxe.
Allegri ha menato per primo, con un ottimo Gonzalo Higuain, ed ha vinto. Limitando e gestendo, chiedendo sacrificio e predicando calma.
I critici dicono che non fa altro? I critici dovrebbero vedere un giocatore come Douglas Costa, che faticava ovunque, fare 40 metri indietro per bloccare la discesa del terzino avversario.
Non siamo tecnici laureati a Coverciano e restiamo tifosi, ma certi gesti tecnici e atletici riescono solo se c’è fiducia in chi comanda. Lo dice il rettangolo verde. Lo dicono i vecchi attori principali e quelli comprimari che affollano tv e radio. Quando parlano di Allegri lo fanno con rispetto. Mischiando al massimo un po’ i toni per esigenze di tifo.
Quello che succedeva con Marcello Lippi. E’ l’augurio più bello che sentiamo di fare a mister Allegri. Emuli il canuto signore di Viareggio e diventerà un professore vero.