De Sciglio torna a scuola

Juventus-Milan, le solite polemiche sollevate da chi non accetta il verdetto del campo. L’arbitro, come spesso accade, è l’alibi più semplice. E nulla vale che nelle decisioni cruciali siano stati i rossoneri a dover ringraziare la buona sorte. Le polemiche si concentrano sul rigore concesso al 96’. Ma quel fallo di mano – come ha spiegato correttamente Maurizio Romeo qui – c’è tutto. E la massima punizione concessa ai bianconeri è sacrosanta.

Ma c’è di più. C’è un dato tecnico, non solo regolamentare, a suggerirci che sul mani di De Sciglio i rossoneri dovrebbero fare mea culpa. Perché il punto è che su un cross un difensore non dovrebbe mai andare con le mani fuori dalla figura: te lo insegnano gli allenatori, persino alla scuola calcio, le mani stanno dietro la schiena. E i difensori più concentrati, più attenti, in una parola più bravi, per non rischiare di incappare nell’errore e di ostruire colpevolmente la traiettoria del pallone in modo irregolare, legano le braccia dietro la schiena. Una mano stringe il polso dell’altro braccio, così non si corrono rischi.

Ciro Ferrara faceva sempre questa semplicissima operazione, Bonucci è un altro che per non rischiare «lega» sistematicamente. Cos’è, una roba da juventini? Macché, proprio ieri, su un’azione offensiva della Juve è il milanista Romagnoli a dare una dimostrazione del «come si deve fare». E allora la domanda è semplice semplice: se Romagnoli lega le mani dietro la schiena, lo fa perché è elegante, perché è un lord inglese, perché vuole ingannare il tempo? Oppure perché è il modo giusto per evitare di incappare in una delle infrazioni più classiche del regolamento del calcio?

Romagnoli

Ecco, se Romagnoli lo fa, mentre De Sciglio tiene colpevolmente le braccia in avanti per allungarle addirittura quando arriva il pallone, significa che deve fare mea culpa. E tornare sui banchi di scuola, magari con Romagnoli a fargli da insegnante.

DeSciglio(Dal video di Pagno72)

Del resto, la questione ha fatto scuola già da molti anni. Un caso emblematico fu quello di Italia-Cile ai Mondiali del 1998. In quel caso, Baggio cercò volontariamente la mano di un difensore cileno con uno scavino maligno. Ma l’interpretazione del regolamento fu univoca: se tieni le braccia larghe e – colpevolmente – riduci con le braccia lo spazio a disposizione di chi attacca, son problemi tuoi. Incassi il rigore e stai più attento la prossima volta.

Baggio