E’ davvero sopportabile la partenza di Bonucci?

di Alexander Supertramp

Questa è la domanda che da qualche ora tutto il conglomerato del tifo bianconero, e probabilmente. interiormente e privatamente anche la stessa dirigenza si sta facendo.
Proviamo ad analizzare in maniera razionale i vari fattori. La Juventus in quella zona di campo è abbastanza coperta, è vero. Ci sono ancora Barzagli, Chiellini, Benatia, Rugani e non ultimo approderà prestoo tardi a Torino anche la promessa Caldara.
Ma entriamo nel dettaglio. Barzagli anno scorso ha dimostrato una lieve ma abbastanza chiara e percepibile discesa nel suo rendimento ed ha comunque 36 anni, con tutti i logorii fisici che quell’anagrafe comporta. Chiellini lo sappiamo, ha sempre problemi fisici, non è un dubbio, è una certezza. A meno che non venga usato con il contagocce come nella passata stagione, Giorgio non da purtroppo garanzie fisiche. Passiamo a Benatia. Anche sul marocchino i dubbi non sono pochi. Intanto sono tre anni che non si rivede sul terreno di gioco quel grande centrale ammirato a Roma, anche lui inoltre è spesso bersagliato da problemi fisici. Che quella grande annata compiuta a Roma tre anni fa sia stata l’eccezione della sua carriera? È una domanda, ad oggi, assolutamente lecita. Rimangono i due giovani. Rugani è quello che dal punto di vista performante ha dato le maggiori garanzie, ma ha giocato molto poco, e mai in grandi contesti. Il suo vero, reale valore non può essere ancora calcolato con precisione, ha ancora incognite da superare. Mai fino ad ora si è rapportato con i grandi fuoriclasse europei e mai fino ad ora ha giocato stagioni da 45 partite, su vari fronti.
Infine Caldara, di cui ne è caldeggiato l’arrivo immediato dopo la partenza del numero 19. Certo giovane di grande prospettiva, ma ha “vent’anni”, nella migliore delle ipotesi ossia che sia davvero un grande difensore, necessiterà comunque di almeno due anni di ambientamento, come già accaduto a Rugani. Ad oggi ha solo compiuto un’unica bella stagione in una squadra di provincia. Insomma credenziali abbastanza leggere per poter pensare di rappresentare da subito un perno difensivo di una Big d’Europa quale la Juventus mira o mirava a rappresentare.
Visti ed analizzati tutti questi fattori, la partenza di Bonucci può essere davvero vista come dolorosissima. Torneremo probabilmente due passi indietro. Ci ritroveremmo un grande e più variegato attacco, ma la coperta questa volta sarebbe assai corta sui piedi.
Inoltre non è da sottovalutare l’aspetto carismatico. Quello che per molti è solo una mera fantasia da tifosi.
Non ci scordiamo, che tra un anno Gigi ci lascerà, e con lui probabilmente anche Barzagli. Il tasso di esperienza, identificazione ed attitudine al comando nello spogliatoio bianconero scenderà di molti punti percentuali. Ed è su quelle persone, su questi personaggi, che la Juventus recente è sempre riuscita a ripartire ogni anno, cambiando molti pezzi, ma tenendo sempre costante quel solido muro. Leo era l’unico della vecchia guardia ancora “giovane”, 30 anni per un difensore sono quasi i 25 di un attaccante, l’unico soprattutto ancora assolutamente integro e testato fisicamente negli anni e nelle varie competizioni sulle 50 partite.
Lasciando stare le colpe, i presunti colpevoli, gli aneddoti più o meno veritieri, (difficile tracciare in questi casi una sola ed unica verità), siamo ancora così sicuri, sono ancora così sicuri i nostri dirigenti che questa partenza sia davvero sopportabile?