Da Arezzo a Cardiff

 

Vi propongo una pagella d’annata: 19 Maggio 2007. Arezzo-Juve: 1-5. La Juve festeggia il ritorno in A.

 

 

Ora, nonostante lo smodato ottimismo di Tuttosport, si faccia avanti chi, tra i dieci lettori di questo articolo, quel pomeriggio del 19 maggio 2007 avrebbe mai immaginato che, esattamente dopo dieci anni, ci saremmo trovati a questo punto. Ecco, lo sapevo: nessuno.

Eh sì, perché anche il più inguaribile ottimista, in quel caldo pomeriggio, sul campo di Arezzo, mai avrebbe potuto immaginare che nei dieci anni successivi la Juve avrebbe vinto 5 scudetti su 9 (con il Crotone in mezzo al sesto su dieci), quattro finali di Coppa Italia di cui tre vinte, consecutive, due finali di Champions in tre anni (con la seconda ancora da giocare, e chissà…), più una semifinale di Europa League, con un fatturato alle stelle, uno stadio di proprietà, una società solida proiettata nel futuro…

Davvero nessuno. E se anche ci fosse stato qualche inguaribile ottimista, di quelli che riescono a trovare il risvolto positivo in mezzo ad ogni disastro, si sarebbe certamente arreso dopo i primi tre / quattro anni da quel pomeriggio. Sarebbero stati gli anni dei cinque allenatori in pochi mesi, dei settimi posti, di un senso di appartenenza alla storia della Società che si andava man mano affievolendo. Gli anni dei “senza Moggi non vincete”, dei trionfi degli altri, di quelli che, man mano stava venendo fuori, non erano stati tanto diversi da te, anzi…

Inutile nascondercelo, le sensazioni che tutti provavamo quel giorno, mentre sul campo di Arezzo c’era anche chi aveva voglia di festeggiare con magliette celebrative il ritorno in serie A, erano di smarrimento, di angoscia. Come di colui che torna a casa dopo una lunga assenza e non trova più la famiglia, i punti di riferimento e a dirla tutta, forse, nemmeno la casa.

Ed erano i sentimenti che mi sono ritornati tutti addosso semplicemente sfogliando quel vecchio giornale del giorno dopo. Altro che la Delorean di Marty McFly, la vera macchina del tempo ce l’ho io tra le mani. Mi rivedo anche mentre quel giornale lo vado a comprare, quasi vergognandomene, ma non poteva mancare nella mia collezione. Ed oggi, eccolo qui, fare la sua bella figura in mezzo a quelli dei trionfi, precedenti e, fortunatamente, successivi.

S’era vinto un campionato che non era stato nemmeno la passeggiata di salute che tutti pensavano, con una squadra distrutta dalle cessioni e non abituata alla categoria. Il Rimini e l’Albinoleffe, per dire, erano rimasti imbattuti sia all’andata che al ritorno, in casa avevamo lasciato punti anche a squadre come l’Arezzo, avevamo perso a Mantova e Brescia…

E il senso di smarrimento era ancora più forte nello sfogliare quel giornale. La sensazione, quasi la certezza, che quelli della vecchia guardia che avevano accettato di rimanere sarebbero andati via. Lo leggevi dalle parole di Nedved, dalle espressioni di Buffon, lo capivi dalle richieste di mercato per Trezeguet e Camoranesi. E percepivi, nettissima, la assoluta necessità di rinforzare adeguatamente quella squadra che non poteva affrontare la serie A con Boumsong e Paro.

Certo, qualche spiraglio quel ragazzo col giornale lo intravede, soprattutto quando arriva alla pagina delle pagelle dell’annata. E quando le legge, comincia a sorridere di nuovo. Sì, forse andrà via Nedved ma, insomma, c’è Palladino

E io vorrei parlargli con quel ragazzo, di dieci anni fa. Vorrei urlargli che non sempre i giornali ci prendono, che non verrà né Huntelaar né Diego Milito (che erano in ballottaggio, secondo quel quotidiano), che i proclami di rinascita di Deschamps dureranno poche ore… Ma di guardarsi intorno, da qualche parte, magari sulla panchina dell’Arezzo potrebbe trovarci un indizio di quello che sarà, un allenatore che sarà retrocesso per colpa di una sconfitta interna della Juve contro lo Spezia all’ultima giornata, il 10 giugno 2007.

Dieci giugno. Una settimana dopo il 3 giugno. Che in quell’anno era solo il giorno di Bari – Juve, 1-0 e si faccia avanti anche chi, in quel momento, avrebbe saputo collocare esattamente su una carta geografica la ridente cittadina di Cardiff…