Cosa sta mancando alla Juve 2017-2018

douglas costa juve

Storicamente, le squadre di Allegri ci hanno sempre messo parecchio tempo prima di trovare una struttura ottimale. Soprattutto nelle stagioni condizionate da un profondo rinnovamento della rosa. E infatti, a prescindere dai risultati, in questi anni si sono spesso visti per interi mesi esperimenti confusionari e prestazioni scarsamente incoraggianti, con ancora poche idee su come rendere la squadra tatticamente sensata.

Complice il fatto che il roster della Juventus attuale è prevalentemente quello del solido 4231 della seconda parte della stagione passata, i bianconeri hanno approcciato l’annata con molte più certezze rispetto al 2015-2016, col risultato che il rendimento complessivo della squadra è già più che soddisfacente. Oltre ai “pilastri” sempre più leader e decisivi in questa squadra (Pjanic e Dybala, per esempio), diversi acquisti hanno già mostrato grande costanza e qualità nelle prestazioni, come per esempio Bentancur e Matuidi, i quali si sono inseriti fin da subito a meraviglia nel modulo attuale (e il sottoscritto aveva diversi dubbi sul francese in una mediana a 2).

Tuttavia, non va dimenticato quale fosse lo scopo primario del calciomercato appena concluso. Ossia, quello di aumentare sensibilmente la qualità nella trequarti rivale, possedere più risorse, estro e soluzioni di passaggio in avanti. Anche, ma non solo, per aiutare Dybala. La portata degli investimenti estivi cementifica questa tesi, visto che per Douglas Costa e Bernardeschi sono state spese cifre importantissime, con l’obiettivo quindi di renderli protagonisti nell’economia della squadra.

Arrivati alla settima giornata, non si può non osservare come il loro inserimento abbia avuto decisamente più difficoltà se rapportato a quello dei centrocampisti. Il brasiliano è stato finora provato senza soluzione di continuità in praticamente tutti i ruoli possibili. Largo nel 4231 – sia a destra che a sinistra (e in questo lato ha disputato le prove migliori) – e attaccante destro nel 433. Si è però ancor fatto troppo poco per metterlo nelle condizioni di pungere, visto che la Juve è lenta nell’isolarlo sul lato debole per consentirgli di puntare l’uomo (cosa che avveniva alla perfezione nel Bayern di Guardiola). Anzi, si eccede in quelle ricezioni statiche che poi finiscono col limitarlo. Insomma, tatticamente Douglas Costa sembrava uno degli innesti più logici, ma Allegri non ha ancora totalmente chiarito le idee su di lui.

Era più facile prevedere qualche logico periodo di ambientamento per Bernardeschi. Oltre alla coesistenza con Dybala tutt’altro che scontata, ci va del lungo lavoro se l’obiettivo è quello di rendere l’ex Fiorentina in grado di giocare largo nel 4231: va migliorato il suo set di giocate e la sua completezza tattica in entrambe le fasi, oggi è ancora troppo monocorde. In ogni caso, si è ancora ben lontani dall’avere le idee chiare sul ragazzo in questa Juve, e lo stesso Allegri a Tuttosport si è soffermato in modo piuttosto chiaro sulle sue attuali lacune.

Un esempio  sul fatto che ci sia ancora molto lavoro da fare viene dall’ultima gara con l’Atalanta. Negli ultimi 20′, coi bianconeri che dovevano cercare il gol della vittoria, si è vista davvero grossa confusione nella trequarti bergamasca, con movimenti ben poco sincronizzati e copertura del campo deficitaria. Non ha aiutato – e né ha palesato molto senso – collocare Cuadrado a sinistra e Douglas Costa a destra, col risultato che spesso si accentravano ed arretravano contemporaneamente, svuotando così la zona di rifinitura.

Finora sarebbe parecchio esagerato essere pessimisti o mostrare malcontento per il rendimento della Juventus. E’ però evidente che è nel reparto avanzato che passa lo step in grado di dare il salto di qualità definitivo alla squadra di Allegri. In questa zona del campo il tecnico livornese deve lavorare molto per rendere la sua formazione più efficiente, altrimenti i bianconeri perderanno molto del proprio potenziale e non riusciranno a sfruttare a pieno l’ultimo mercato. Senza parlare dei negativi risvolti economici per giocatori che sono stati oggettivamente pagati molto.