Check-up Juve: la terapia Costa

Qualche anno fa – ok, più di qualche – parecchi anni fa, quando ero bambino a casa non c’erano le pay tv, la rete era ancora un giocattolino per pochi nerd. Il calcio era da vedere in compagnia a casa di amici, al bar, o al massimo nelle sintesi della domenica sportiva. Era una questione di qualche ora, dopo giorni di attesa. Giorni in cui la fame di pallone poteva essere calmata soltanto da una strana entità pixelata, a condizione di poter sottrarre il telecomando della tv.

Erano i tempi del mitico televideo, una schermata scoperta per caso schiacciando quel tasto che non si usa mai. Stavo a fissare per svariati minuti la pagina 203, quella con la classifica di Serie A, che ogni tot secondi veniva coperta da pubblicità di suonerie scrause per il cellulare. La quantità di dati per farsi un’idea di come stesse andando la propria squadra stava tutta in quella manciata di numeri in verde evidenziatore.

Oggi la pagina 203 alla riga Juventus:

9 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta, 33 gol segnati, 10 gol subiti, 28 punti.

Dopo un brillante “cosare” di cervello riesco a contestualizzare i numeri:

Miglior attacco, 4° miglior difesa, 4° posto in classifica.

Un po’ troppo quarti. Ma come?

Oggi ho a disposizione più dati e strumenti per darmi una risposta e per poter comprendere più a fondo come sta la mia squadra, posso andare al di là di baggianate come dare la colpa all’arbitro o alla sfiga e capire veramente perché prendiamo quasi un gol a partita.

Qualche geniaccio dell’internet ha architettato un modello piuttosto accurato per valutare la probabilità di successo di un tiro, tramite la consultazione di svariati dati come angolo di tiro, distanza, situazione di gioco etc. Il modello si chiama expected Goals, o xG, fornisce un valore tra 0.00 e 1.00, più alto è il valore, più è probabile che un dato tiro si trasformi in gol.

 

Questa è la tipica rappresentazione grafica degli expected Goals di un incontro, i quadratini sono piazzati dove è stato scoccato un tiro, la grandezza è proporzionale alla qualità dell’occasione, in rosa i tiri che sono stati trasformati in gol.

Ebbene dalla registrazione di tutti i tiri subiti dalla Juve in campionato risulta che i 10 gol subiti sono stati un prezzo da pagare anche scontato rispetto alla pericolosità delle conclusioni concesse agli avversari.

Il totale degli xG contro i bianconeri ammonta a 12.61, questo significa che grazie a parate, deviazioni decisive o ai piedi sghembi di chi ha tirato la squadra di Allegri ha subito effettivamente meno di quanto non abbia concesso in realtà.

 

* La Roma ha disputato una partita in meno.

 

In questa particolare classifica la Juventus fa una figura addirittura peggiore di prima, è settima per possibilità concesse agli avversari, più del doppio dei rivali del Napoli.

È curioso notare come nel numero effettivo di tiri concessi Juventus e Napoli non siano poi così distanti, 104 a 88, 9.5 a 8 in media in una singola gara. La discrepanza sta quindi nella qualità delle occasioni concesse, non nella quantità.

 

Gli xG si possono ulteriormente scorporare distinguendo le situazioni di gioco che li hanno generati: sviluppo da calcio piazzato indiretto, punizione diretta, rigore, corner oppure azione normale con palla in movimento.

Rapportando questo valore al numero di tiri associato a ogni tipo di conclusione si ottiene una media che è utile ad individuare quali sono le situazioni in cui la squadra è più vulnerabile:

 

 

La squadra di Allegri è leggermente più fragile delle sue concorrenti nelle comuni azioni, il genere di situazione che più frequentemente genera dei pericoli, 58% sul totale degli xG subiti. Il vero problema risiede però nell’evidente discrepanza di rendimento per quanto riguarda le palle inattive, sintomo che l’organizzazione difensiva in questi frangenti non è fra le migliori.

È una nuova criticità che francamente mi sorprende, a memoria la squadra era sempre stata a proprio agio nel difendere i piazzati, anche i dati confermano questa impressione.

Non è una drammatizzazione.

Per quanto riguarda la fase offensiva le advanced stats possono essere ancora più specifiche nella mia indagine, quantomeno per giustificare un’evidenza.

Già ad un occhio allenato la Juve appare infatti come una squadra che gioca un calcio ancora disordinato e poco calibrato. Il flusso incerto del gioco è illuminato a tratti dalle giocate dei talenti offensivi che riescono a capitalizzare anche le azioni all’apparenza meno promettenti.

Il miglior attacco del campionato è riuscito a tirar fuori 33 gol da 18.19 xG. In parole povere Dybala & co. hanno segnato circa 15 gol in più di quanti ce ne si aspettasse dalle conclusioni che li hanno originati.

Statisticamente è normale che le squadre più forti presentino un differenziale positivo tra gol segnati e gol attesi, e viceversa che le squadre più deboli registrino un saldo negativo. Disponendo di giocatori tecnicamente più dotati e giocando più spesso contro squadre inferiori è chiaro il motivo di questa discrepanza, ciò che è anormale in questo caso è la consistenza di tale differenza.

Juve e Inter hanno gli stessi xG, ma 11 gol di differenza.

Da un lato fa piacere sapere di essere la squadra di gran lunga più efficiente d’Europa – nessuno nei 5 campionati top supera i +10 di saldo positivo – dall’altro è preoccupante vedere come una squadra che dispone di un vantaggio competitivo sui rivali enorme non riesca neanche ad avvicinarsi alla produzione offensiva dei concorrenti diretti.

La Juventus è soltanto quinta nella classifica che misura la produzione di occasioni, dietro a Napoli, Lazio, Atalanta e Inter. La conclusione standard di un bianconero vale in media 0.11 xG, mentre quella di un laziale 0.16 xG, i biancocelesti sono la squadra che crea le occasioni migliori in Serie A.

Il celebratissimo Napoli non fa molto meglio della Juve (0.12 xG), ma i partenopei fanno la differenza riuscendo a tirare molto più di tutti gli altri. Juve e Napoli arrivano a uno score di 30+ gol – terzo e quarto attacco nei top 5 campionati – tramite strategie diverse, il Napoli punta sulla mole di gioco che riesce a generare, la Juve sulla vena realizzativa dei campioni.

Dybala è il maggiore responsabile del dato anomalo sui gol, è il giocatore che tira di più, ha segnato 5 gol in più di quanti ne avrebbe realizzati se fosse un attaccante mediamente dotato. Uno score folle, se penso che ha anche sbagliato due rigori strada facendo. Come lui in europa solo l’eterno Radamel Falcao, Nabil Fekir e Simone Zaza (lol).

Douglas Costa, Juan Cuadrado e Miralem Pjanic sono i giocatori che creano più occasioni per i compagni.

Gli expected Assist, xA, sono gli assist attesi, il loro valore rappresenta la probabilità che un normale Key Pass si trasformi in assist. La probabilità in termini di xA di un passaggio è uguale alla probabilità in xG del tiro che ha generato.


Dai dati Douglas emerge come il giocatore più creativo della squadra, anche se il suo minutaggio è stato basso, meno della metà di quello dei titolari. Per numero di passaggi chiave e qualità degli stessi è al top anche confrontandolo con gli altri giocatori della serie A.

Dare più spazio al brasiliano potrebbe aiutare a risolvere la carenza di chance, sperando che Dybala mantenga la sua media realizzativa straordinaria.