Centrocampisti 2016/2017: focus su Mario Lemina

Il 31 agosto 2015 arrivava in PDR per 500,000€ dall’OM Mario Lemina, allora 21enne centrocampista gabonese. Lo scorso primo luglio la Juventus ne comunicava il riscatto per la cifra pre-pattuita di 9.5 milioni di euro. Nei dieci mesi intercorsi tra le due date, la società ha confermato la fiducia nelle capacità del ragazzo: all’inizio del mercato, tra infortuni e nuovo assetto del centrocampo bianconero, il riscatto di Lemina appariva come una delle poche certezze.

Complici gli infortuni in mezzo al campo, Lemina è stato rapidamente adattato da regista, dimostrando ottime qualità – oltre ad una grande applicazione. I numeri della sua stagione recitano 13 partite disputate (di cui 4 da subentrato) e 2 gol, quello inutile al San Paolo e la perla contro l’Atalanta. Durante la stagione ha sofferto di un’infiammazione al ginocchio che lo ha tenuto lontano dai campi per quasi 4 mesi.

Lemina è un centrocampista eclettico, che ha assorbito i concetti tattici italiani come una spugna, e che probabilmente deve ancora sviluppare l’identità per una collocazione tattica ottimale. Ad esempio, chi scrive lo vedrebbe bene centrocampista di rottura in un centrocampo con doble pivote, mentre Allegri lo reputa il sostituto naturale di Marchisio. Questo è un ruolo più di impostazione che di creazione, come ci ha abituati Allegri, e le qualità principali per interpretarlo al meglio sono intelligenza e senso della posizione, ancor prima di piedi educati e visione di gioco. Intelligenza e semplicità nelle giocate – anche a uno o due tocchi – sono già nelle corde del giovane gabonese, e così Allegri sta lavorando molto sul senso della posizione in campo. Le statistiche normalizzate per 90 minuti lo mettono a confronto con gli altri registi della Juve nella passata Serie A.

Lemina 2

In una celebre intervista a Sky un paio di mesi fa, Allegri affermò che “se fai 60 contrasti, la palla schizza e non sai mai dove finisce. Se rubi 5 palloni in intercetto, sono 5 contropiedi”. Tali punti fermi – da rileggere qui – rendono Lemina ancora acerbo per il ruolo, ma lo mettono comunque sulla buona strada. Il gabonese offre alla mediana bianconera un grande dinamismo, sintetizzato nell’alto numero di contrasti effettuati. Tuttavia, dovrà mostrare di saper gestire i metri di campo dietro di sé con un posizionamento più sicuro. I miglioramenti nelle letture difensive dovrebbero portarlo anche a diminuire il numero di falli a partita (1.8 ogni 90 minuti; Hernanes è a 1.6 e Marchisio a 1.4).

La gestione del pallone nel corto è in generale molto sicura, anche se spesso limitata ad appoggi orizzontali. Oltre alle letture difensive, Mario dovrà migliorare anche le sue capacità di verticalizzazione, siano esse con palloni bassi o alti, lunghi o corti. Nella stagione appena trascorsa ha effettuato una media di 3.9 passaggi lunghi a partita (contro i 7.8 di Marchisio, che pure non è un totem in questo fondamentale). Inoltre – benché il ruolo non lo esiga – non brilla per key passes, solo 0.5 ogni 90 minuti (Marchisio è a quota 1, Hernanes a 0.9).

Nell’intervista successiva al grave infortunio di Marchisio (ascoltabile qui), Allegri ha confermato di vederlo naturalmente davanti la difesa, dove a suo dire dovrà però migliorare nella fase difensiva. Tuttavia, Lemina ha giocato da mezz’ala al Lorient prima e a Marsiglia poi, e anche con la Juve (in finale di Coppa Italia), dove ha dimostrato buona conduzione di palla e spunti individuali, oltre ad ottime capacità d’inserimento.

Quando tutto manca…

Piccola chiosa caratteriale: arrivato con la fama di bad boy, ha dato prova di un professionismo esemplare ed una condotta irreprensibile (5 gialli, nessun rosso). Se saprà modellare le sue qualità sulle caratteristiche che Allegri si aspetta dal suo ruolo, la Juventus avrà un sostituto di qualità e quantità in un ruolo chiave del centrocampo, dove l’interprete più importante mancherà ancora a lungo.