Asamoah, provino da esterno basso: le statistiche in Juve – Bologna

Kolasinac, Masina, De Sciglio e tanti altri nomi più o meno plausibili: i media sportivi si sono sbizzarriti per quanto riguarda la successione di Patrice Evra, prima che Beppe Marotta nell’intervista pre Juventus-Bologna mettesse parzialmente a tacere le voci di mercato confermando la fiducia ai giocatori già presenti in rosa, nella fattispecie il giovane Mattiello e il redivivo Asamoah, provato da Allegri come esterno basso della difesa a 4 proprio nel 3-0 contro i felsinei. Un provino vero e proprio per il ghanese, abituato a giostrare da laterale a tutto campo nel 3-5-2 piuttosto che da terzino vero; al netto delle contenute insidie di una gara indirizzata sin dai primi minuti, ecco gli aspetti più interessanti della partita del numero 22 bianconero.

heatmap-asa-lich-bol

Oltre alla condizione fisica. minata dai tanti problemi incontrati dal giocatore nelle ultime stagioni, i dubbi principali riguardano la sua collocazione tattica: nato mezzala utile in entrambe le fasi nell’Udinese così come in nazionale, Asamoah è stato trasformato da Antonio Conte in un tornante a tutto campo perfetto per la linea mediana del suo 3-5-2 poi ripreso da Allegri, ma le uniche gare da terzino puro del ghanese risalgono alla stagione 2014/15, nella fase a gironi di Champions League contro l’Olympiacos e nell’ininfluente sfida di fine campionato contro il Napoli. Con intelligenza e applicazione, contro il Bologna Asa si è calato in un ruolo non ancora suo ma che potrebbe presto diventarlo; la posizione decisamente alta evidenziata dalla heatmap (senza mai arrivare sul fondo, al contrario del dirimpettaio Lichtsteiner) è dovuta principalmente alla poca intraprendenza dell’esterno felsineo Krejci, timido al contrario dell’altra ala Di Francesco, e in generale al baricentro della squadra spostato decisamente in avanti rispetto alla media stagionale.

juvbol-passing

Pur stazionando prevalentemente a ridosso della linea dei centrocampisti più che dei difensori (per i motivi sopra citati), in fase di costruzione Asamoah ha disputato una gara abbastanza scolastica, fatta eccezione per qualche squillo nel finale di gara come l’uscita palla al piede avanzando con la suola, comunque fermatasi nella propria trequarti. Forse preoccupato di non lasciare troppo campo dietro di se, sapendo di non esser coperto da un centrale come nella mediana a 5, Kwadwo non ha mai cercato il fondo e, come evidenziato dalla passing map di 11tegen11, ha mosso spesso la palla all’indietro su Chiellini (20 passaggi sui 43 totali!) e solo saltuariamente ha cercato i vicini Sturaro e Pjanic. Le statistiche confermano la tendenza conservativa più che costruttiva del ghanese domenica sera: pur essendo stato uno dei bianconeri con più palloni giocati, dietro solo a Marchisio e ai due centrali difensivi, Asa ha effettuato il 65,5% degli appoggi all’indietro o verso sinistra e appena 11 passaggi in avanti, tra cui un key pass per la conclusione da fuori di Marchisio deviata in angolo da Mirante.

Per quanto riguarda i numeri difensivi, ottima la percentuale di duelli vinti, 5 sui 6 ingaggiati, così come i 2 tackle difensivi riusciti su 2; Asa è stato il secondo miglior bianconero (dietro a Dybala) anche per dribbling riusciti, 3 su 4, utilizzati non per creare superiorità numerica in fase offensiva quanto piuttosto come arma al momento dell’uscita dal pressing, peraltro non convintissimo, portato dagli attaccanti del Bologna.

Riassumendo in breve, la partita di Asamoah non può che dirsi positiva per quanto riguarda diversi aspetti: affidabilità difensiva, senso della posizione (non scontato per chi è abituato a giocare a tutto campo) e solidità. Per contro, l’ex Udinese è sembrato piuttosto timido nello spingersi in avanti e nel rischiare la giocata meno comoda, probabilmente condizionato dalla lunga assenza dal rettangolo di gioco e, come specificato sopra, dalla poca confidenza con un ruolo più difensivo di quello abituale. Ci riserviamo il diritto di vederlo all’opera in gare più probanti ed equilibrate, quando gli verrà richiesto anche di spingere per aiutare la squadra, per valutarlo in maniera chiara.