Sampdoria-Juve 0-1: Allegri s’è un po’ scansato

Allegri

Contro la Sampdoria serviva solo vincere. Poco conta che il riflesso incondizionato fosse inevitabilmente sull’immaginare ciò che si sarebbe visto proiettando un’azione a Juve-Barcellona (Stadium) e l’altra a Barcellona-Juve (Camp Nou). Cioè, conta, ma la Juve se l’è un po’ cercata. Il che può essere molto preoccupante o per nulla, a seconda della prospettiva attraverso la quale si vuol rivivere questa partita a due facce.

Nel complesso, se l’è anche un po’ cercata Allegri. La Sampdoria la si conosce abbastanza bene: intrepida davanti, verticale e con gamba a centrocampo, tenerissima in difesa. Come volevasi dimostrare una partenza da partita della Liga premia i bianconeri (e lo stesso Allegri) se non fosse che lo stesso mister è il primo, alla nausea, a puntare e decantare il valore determinante delle ultime battute di una partita. Lì siamo mancati. Un tempo e un tempo. C’è un piccolo marchio di fabbrica.

Succede così che a Genova si vinca quasi nel paradosso. Meritatamente, quasi da cartellino dei giudici a esaurimento round. Ha fatto la differenza un gancio aereo di Cuadrado che nella sua versione da titolare sta zittendo i teorici del “dodicesimo uomo”. Tra cui, forse, Allegri. Che però fa il suo mestiere e quando c’era da prendere atto ha preso atto.

In fin dei conti il senso vero di questa trasferta, per come e dove arrivava, era in direzione Napoli. Non Barcellona. Arrivare più leggeri nonostante anche quel senso di (nostro) “scansamento” che per la rosa costruita in estate nessuno più percepisce. Perché con meno pressioni la Juve al San Paolo può dire la sua attraverso le basi del calcio. Sempre che sappia essere una partita di calcio. Si scriva della prima sfida, perché la prima condizionerà la seconda. Vedremo un solo Napoli e due Juventus.

Tornando alla vittoria di Marassi, appunti non minimi:

– fuori due perni come Bonucci e Alex Sandro perché fiato e dati consigliavano così, fuori Chiellini per sottile gioco psicologico, fuori Marchisio perché di questi tempi va così.

– rotto Dybala, 4-4-2 senza linee strette e gioco corto (ha le sue ragioni chi ha chiesto a Allegri perché non alzare Pjanic, avendo anche Lemina e Rincon se proprio Marchisio ha qualcosa che non va). Con questa configurazione diventiamo brutti e neppure pratici, è ormai quasi una costante.

– fuori Cuadrado, la Juve ha fatto il Chievo. Ma il Chievo dei bei tempi. E alla Samp di Quagliarella, il migliore dei 22 perché alla Juve sennò più di un anno non puoi stare e perché il solco con le altre è anche in queste cose, non è nemmeno bastato.