Un passo indietro per farne due avanti

La notizia arriva di sabato e con sé porta una conferenza stampa in cui il presidente Agnelli non risponde ma parla, promette e conferma tutti. E’ un labirinto con una sola uscita il deferimento del massimo vertice della Juventus e del gruppo di funzionari e dirigenti che si sono occupati di rapporti con i tifosi. Ultras o meno. L’insano accostamento tra la società calcistica più titolata d’Italia e una organizzazione criminale fa il resto. E non risolve alcun problema. Cosa succederà lo indica il codice di giustizia sportiva e la capacità politica di uscire dall’angolo. Una multa od una squalifica di qualche mese del nostro Andrea cosa significherà? Come evitarlo?

 

Con un allenatore nello sgabuzzino con vista campo per 6 mesi la Juventus ha vinto uno scudetto. Forse però quella vicenda, ancora non risolta dal punto di vista penale per chi ne fu chiamato in causa, ha logorato il rapporto tra il mister e il gruppo dirigente, per le parole che non erano state dette prima dell’inchiesta e per quelle che furono dette poi, evidentemente. Non va dimenticato, allora, che nel consiglio di amministrazione della società siede uno dei migliori avvocati d’Italia che sicuramente ha la capacità di spiegare e far capire che non si possono sottovalutare le idiozie del potere, specie quando sono ammantate di giustizialismo e fanno rima con sospetti e pregiudizi.

 

A questo punto Andrea Agnelli deve considerare conclusa la sua avventura? E’ possibile una soluzione diversa? Bisogna fare un passo indietro per farne due avanti. Far passare del tempo e poi colpire nel modo più spietato possibile. Perché con la Juventus nessuno ha mai usato la misura. Prendendo sempre più del dovuto e del giusto. Lo hanno fatto anche i capi della curva? Comportandosi come quei giocatori che hanno fatto il loro e poi si sono sbrigati a dimenticare? E’ possibile. Bisogna ritirare il ricorso mai discusso per il rimborso da 443 milioni di euro in relazione alle ingiustizie del 2006. Vanno ripensati i rapporti con la Federazione, il Palazzo, la politica romana.

 

La promozione di Tavecchio non è servita a nulla, lo si ammetta. Le schifezze sono continuate come prima. Al netto delle sponsorizzazioni Fiat della Nazionale e delle strette di mano a favor di telecamera. E’ stato ritenuto inutile far cambiare gli uomini e questa è la situazione. E’ un dato di fatto. Così come l’essere juventini. Abbiamo perso 6 finali di coppacampioni eppure ci crediamo sempre. Si pagano Higuain e Pjanic per coltivare quel sogno, si investe per dimostrare che un altro mondo è possibile. Quello dello Stadium e del J Village, del museo e del giro culturale per Torino a cercar pezzi di storia bianconera. Quegli alberi dove c’era una discarica sono una speranza. Andrebbe abbracciato chi realizza un progetto del genere e non deferito, denunciato, rinviato a giudizio.