Andrea Agnelli 2021

Mesi di chiacchiericcio, soprattutto nella Torino falsa e cortese, dove il gossip sovente assume tratti tetri e melodrammatici in totale antitesi rispetto agli strilloni mediatici, alle cose che sono bianche o nere, al resto del mondo per cui la famiglia Agnelli rappresenta il potentato da combattere.
In realtà mesi di confronto serrato, certo di interrogativi (non interrogatori) perché non si può programmare senza programmare. John Elkann e Andrea Agnelli, notare la congiunzione che non è disgiuntiva, sanno meglio di ogni altro che 14 mesi alla scadenza giugno 2018 sono un attimo, ovvero troppo per un club che fatto della sua (ri) organizzazione e della medio-lunga veduta il suo piatto forte sul lato non sportivo.
Il chiacchiericcio che contava era quello, tra cugini magari anche così profondamente diversi, uno più in alto dell’altro ma aziendalmente stretti da una solida fiducia reciproca. Il 2018 è già ieri, se è vero che la Juventus all’interno del grande gruppo non è più una costola ma essa stessa pezzo della galassia. La sensazione è che Elkann se ne sia reso conto da un pezzo, che per Marchionne non sia più un fastidio bensì un fiore all’occhiello in più, persino un brand con la b maiuscola come egli stesso forse non avrebbe mai pensato.
E allora ciò che veniva descritto come resa dei conti diventava solo necessità e impellenza del dover decidere.
Il controchiacchiericcio già da diverse settimane però raccontava di un bivio, nel senso che in un modo o nell’altro qualcosa andasse deciso. Giustamente. Valutare un’uscita studiata nei tempi del management dei record (2018 come da indicatori contrattuali) oppure rinnovare per sviluppare ulteriormente esattamente dentro la strada tracciata fin qui dal 2010. E anche qui trapelerebbero tempi: John Elkann ha fatto anche visita ad Andrea Agnelli in corso Galileo. Altro che “non si parlano da mesi”. Parliamo delle settimane che stiamo vivendo. Tre anni ancora oltre la presunta “scadenza naturale”. Questo l’ordine del giorno programmatico, con tanto di proposte strategiche, al vaglio.
2021 almeno prima di una nuova (e pesantissima) presidenza.
Così le parole incrociate, l’ultima del discorso alla stampa di Agnelli e il nucleo di quelle di Elkann stampate sul sito ufficiale, assumono un valore dirompente dentro e fuori al mondo Juventus. Perché le parole mettono alle spalle il semplice concetto di intenzione. Per tanto tempo ancora. Per tanti anni ancora.