5 motivi per credere in Orsolini (e magari riprenderselo)

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1) Tecnica, talento, velocità, fisicità, duttilità ed intelligenza. Diciamolo subito: Riccardo Orsolini ha stoffa da vendere. Inarrestabile palla al piede, il ragazzo è un esterno le cui giocate ed il cui modo di intendere il calcio, praticamente, non conoscono limiti. Punto forte della casa è il primo controllo, che da il via a tutto quello che viene dopo. Orsolini addomestica la sfera sempre con la giusta delicatezza, sia dando le spalle che guardando il proprio avversario. Una volta girato, poi, per quest’ultimo sono veri e propri dolori perché il repertorio dell’ex Ascoli è sconfinato (ve lo avevamo presentato nel dettaglio qui): mancino naturale, Orsolini calcia agevolmente anche con il destro, il che gli permette, a prescindere dalla fascia di partenza, di andare a cercare direttamente la porta o il fondo per il cross in mezzo, dopo, magari, aver puntato e saltato il proprio marcatore diretto. Non gli mancano, inoltre, spirito di sacrificio e generosità nel rincorrere gli avversari, qualità fondamentali nel calcio di oggi.

2) La testa. Il talento, che ad Orsolini non manca, è condizione necessaria ma non sufficiente per affermarsi in un top team come la Juventus. La professionalità, infatti, è importante almeno quanto i piedi ed anche sotto questo aspetto, l’ex Ascoli pare essere l’uomo giusto. Niente grilli per la testa, il giovane, almeno fino ad ora, si è sempre distinto per ordine e disciplina, mettendo la carriera al primo posto.

3) Il prestito biennale, notizia freschissima, all’Atalanta non deve essere visto come una bocciatura, anzi. A Bergamo, il classe ‘97 avrà l’opportunità di misurarsi in un ambiente che abbina la competitività di una squadra letteralmente esplosa nella scorsa stagione, guadagnando l’accesso in Europa League, alla serenità di un club che non ha l’obbligo di vincere. Le idee e la filosofia di gioco di Giampiero Gasperini, peraltro bravissimo nel lavorare con i giovani, sembrano ritagliarsi perfettamente con le caratteristiche di Orsolini. Nel tridente nerazzurro, infatti, il ragazzo potrà mettere in mostra tutte le sue doti, proseguendo in quel processo di crescita avviato ad Ascoli. Non un addio, insomma, ma un arrivederci.

4) E’ giovane ed italiano e la Juventus, storicamente, è sempre molto attenta ai nuovi prodotti del nostro calcio. Nel mondiale under 20 il ragazzo ha impressionato, regalando gol e spettacolo, ed aggiudicandosi il titolo di capocannoniere della competizione, come già accaduto a Lionel Messi (2005) ed a Sergio Aguero (2007). Contro i pari età, ma anche tra i cadetti, ha già dimostrato di essere illegale.

5) Donato Di Campli. Si, avete letto bene. Orsolini fa parte della sempre più numerosa, e soprattutto prestigiosa, scuderia di Di Campli. Marco Verratti è infatti solo il più rappresentativo della nutrita lista dei calciatori che hanno scelto di farsi rappresentare dall’avvocato di Lanciano. In questo momento, Di Campli è uno dei più produttivi scopritori di talenti, ragion per cui uno così è meglio averlo come amico che come nemico.